FIMMG proclama lo stato di agitazione contro la riforma dell’assistenza territoriale
Comunicazione stato di agitazione. I medici di medicina generale denunciano l’assenza di confronto con Governo e Regioni e avvertono: “A rischio il rapporto fiduciario con i pazienti e la tenuta del Servizio sanitario nazionale”.
giovedì 07 maggio 2026
La FIMMG, Federazione Italiana medici di medicina generale, comunica formalmente lo stato di
agitazione della categoria dei medici di medicina generale convenzionati con il Servizio
Sanitario Nazionale nei confronti del Governo e della Conferenza delle Regioni e Province
autonome in relazione alla prospettata adozione di un decreto-legge concernente il riordino
dell’assistenza primaria territoriale, attualmente in corso di definizione nell’ambito delle
interlocuzioni tra Governo e Regioni. La presente determinazione è assunta in considerazione
della eccezionale rilevanza dell’intervento prefigurato, suscettibile di incidere in maniera diretta e
profonda sull’assetto ordinamentale, professionale e organizzativo della medicina generale,
nonché sul rapporto di cura che costituisce presidio essenziale di prossimità per milioni di
cittadini.In particolare, la FIMMG denuncia: - l’assenza di un adeguato e preventivo confronto con la rappresentanza della categoria in ordine a una riforma di portata sistemica, destinata a investire profili che attengono non soltanto all’organizzazione dell’assistenza territoriale, ma anche alla continuità del rapporto fiduciario medico-paziente, alla sostenibilità del sistema e alla tenuta complessiva del Servizio sanitario nazionale. FIMMG contesta con fermezza che una trasformazione di tale portata possa essere perseguita al di fuori del confronto con la categoria e in sovrapposizione agli strumenti contrattuali e programmatori già esistenti. - il clima di incertezza istituzionale e professionale che le ipotesi di riforma circolate e caratterizzate da una totale incertezza su contenuti, finalità applicative e presupposti ordinamentali stanno generando. La circolazione di schemi non definitivi, privi di un confronto formale con la categoria, unita alla prospettiva di modifiche profonde del rapporto convenzionale e dell’organizzazione delle cure primarie, sta determinando un crescente allarme sociale, ormai evidente non solo tra i professionisti, ma anche tra i cittadini, che avvertono come potenzialmente compromessa la stabilità del modello di assistenza primaria fondato sulla continuità, sulla prossimità e sulla fiduciarietà. Tale allarme sociale è aggravato dal fatto che i contenuti della proposta appaiono, allo stato, incerti, mutevoli e privi di un perimetro definito, mentre le ricadute potenziali sono invece chiarissime: indebolimento del rapporto fiduciario medico-paziente, rischio di ulteriore disaffezione dei giovani verso la medicina generale, penalizzazione di professionisti già in servizio, aumento delle disuguaglianze territoriali e compromissione dell’offerta assistenziale, soprattutto nelle aree più esposte a carenze di organico e a fragilità organizzative, nonché della capacità del sistema di governare cronicità, fragilità e accessi impropri. La Federazione rappresenta formalmente alle Istituzioni che il permanere di questa situazione di indeterminatezza, unito all’assenza di un confronto ordinato e continuo, sta producendo effetti immediati sulla serenità professionale dei medici e generando una condizione di allarme che investe la categoria e si riflette inevitabilmente sull’opinione pubblica e sul rapporto di fiducia tra cittadino e Servizio sanitario nazionale. Per quanto sopra esposto, la FIMMG dichiara lo stato di agitazione e, trascorsi i termini previsti dalla legge per eventuali procedure di raffreddamento e conciliazione, si riserva di mettere in atto ogni legittima forma di protesta fino ad individuare e comunicare le date e le modalità di eventuali scioperi.
