Le Organizzazioni Sindacali della Medicina Generale pugliese chiedono confronto, trasparenza e rispetto delle relazioni sindacali
La dichiarazione intersindacale a verbale in delegazione trattante
giovedì 12 febbraio 2026
DICHIARAZIONE A VERBALE – MEDICINA GENERALE
Convocazione ore 11.00 – martedì 10/02/26
Le Organizzazioni Sindacali rappresentative della Medicina Generale, FIMMG PUGLIA, SNAMI
PUGLIA, FMT PUGLIA, SMI PUGLIA, rivolgono preliminarmente all’Assessore gli auguri per il
nuovo incarico e di buon lavoro, ringraziandolo contestualmente per la convocazione odierna, che
si auspica possa rappresentare l’avvio di una rinnovata e reale governance politica dei processi di
organizzazione e programmazione sanitaria, fondata su un confronto strutturato e condiviso con gli
operatori che quotidianamente sono in prima linea nell’assicurare le cure, in un contesto difficile e
complesso, e che possiedono una conoscenza diretta e concreta dei reali bisogni di salute dei
cittadini pugliesi.
In tale contesto, le OO.SS. rivendicano a gran voce il proprio orgoglio professionale e il proprio
senso di appartenenza al Servizio Sanitario Regionale della Puglia, confortati dalla fiducia riposta
dalla quasi totalità dei cittadini nel proprio medico di famiglia, dato che evidenzia una profonda e
inaccettabile contraddizione tra l’elevato livello di fiducia espresso dalla popolazione e gli atti
adottati dalla tecnostruttura regionale, che continuano a mortificare il ruolo e la funzione della
Medicina Generale.
Ciò premesso, le OO.SS. intendono manifestare il profondo stato di malessere e di forte
preoccupazione che attraversa l’intera medicina territoriale pugliese – medici di medicina generale,
pediatri di libera scelta e specialisti territoriali – a seguito di un progressivo processo di
delegittimazione delle Organizzazioni Sindacali, consumatosi negli ultimi sei mesi.
Tale situazione si è determinata in un contesto caratterizzato dall’assenza di una governance
politica pienamente legittimata, conseguente al rinnovo del Consiglio Regionale, e caratterizzato
da una serie continua di atti unilaterali e dirigistici, adottati dalla tecnostruttura regionale in assenza
di interlocuzione sindacale e in contrasto con le normali relazioni sindacali, oltre che non coerenti
con gli ACN e gli AIR vigenti.
La medicina territoriale continua a sostenere l’impianto dell’assistenza territoriale, spesso
supplendo a carenze organizzative e a un quadro normativo applicato in modo disomogeneo. Tale
tenuta non può essere interpretata come un dato acquisito né, tantomeno, come una
responsabilità esclusiva dei professionisti. Le difficoltà attuali non derivano da limiti della medicina
generale, ma da un modello di governo del sistema che ha privilegiato interventi tecnici
frammentari, in assenza di un chiaro e condiviso indirizzo politico.
In assenza di una definizione chiara di funzioni, responsabilità, ambiti operativi e integrazione con
gli altri servizi territoriali, anche l’istituzione del ruolo unico rischia di non essere una soluzione ai
problemi dell’assistenza primaria ma di tradursi in un fattore di ulteriore confusione organizzativa e
di conflittualità, anziché in una leva di semplificazione ed efficacia. Inoltre, la realizzazione
incompleta delle Case della Comunità, l’assenza di un assetto definito per il numero unico delle
emergenze, la mancata chiarezza sulle attività orarie contrattuali e sulle modalità operative del
ruolo unico hanno prodotto un vuoto di governance che viene oggi colmato in modo disomogeneo
dalle singole Aziende e dai Distretti.L’assenza di una regia regionale chiaramente identificabile ha favorito una frammentazione dei
modelli organizzativi e una proliferazione di indicazioni locali spesso non coordinate tra loro.
Questo espone i medici dell’assistenza territoriale a richieste amministrative eterogenee, talvolta
contraddittorie, che sottraggono tempo e risorse alla cura dei cittadini senza produrre reali benefici
per il sistema.
Le OO.SS. comunicano formalmente che, proprio a fronte di tale situazione, si è costituito un
tavolo permanente delle Organizzazioni Sindacali della Medicina Generale, della Pediatria di
Libera Scelta e degli Specialisti Territoriali, con l’obiettivo di garantire una posizione unitaria e un
presidio costante sul metodo e sul merito delle scelte che riguardano la sanità territoriale pugliese.
In tale ottica, si evidenzia come tutte le Organizzazioni Sindacali avrebbero preferito una
convocazione congiunta, considerata la natura trasversale del tema del metodo delle relazioni
sindacali, che riguarda indistintamente le tre aree della medicina territoriale e non può essere
affrontato in modo frammentato.
Il rischio concreto, in assenza di un cambio di passo, è il fallimento delle politiche di governance
sanitaria territoriale avviate a partire dal mese di gennaio, costruite senza il coinvolgimento delle
categorie rappresentate, con inevitabili ripercussioni sull’assistenza ai cittadini e sulla tenuta
complessiva del Servizio Sanitario Regionale, bene pubblico che tutte le OO.SS. intendono
tutelare.
Con riferimento alla circolare regionale del 31 dicembre, conosciuta oramai anche come “il piattino
di capodanno”, le sottoscritte OO.SS. confermano il giudizio offensivo e provocatorio ioltree che di
illegittimità e invitano l’Assessore a fornire chiare e puntuali indicazioni al Dipartimento della Salute
affinché venga garantito l’accesso agli atti richiesto, quale presupposto indispensabile di
trasparenza, corrette relazioni istituzionali e piena comprensione dei provvedimenti adottati.
Le OO.SS. dichiarano pertanto di attendersi atti concreti, correttivi e coerenti con il quadro
contrattuale vigente, adottati in tempi certi, ribadendo la propria disponibilità a un confronto
responsabile, ma affermando con chiarezza che non è più tollerabile il protrarsi di un’impostazione
autoritaria ed escludente.
FIMMG PUGLIA
SNAMI PUGLIA
FMT PUGLIA
SMI PUGLIA
