Sanità in Puglia: quando il potere nega il confronto

L'intervento di De Maria (FIMMG) all'assemblea intersindacale del 14 febbraio 2026

sabato 14 febbraio 2026

Questa non è un'assemblea come le altre.
È pubblica perché pubblica è la sanità,
ed è pubblica perché pubblica è la responsabilità di chi governa.

Siamo qui per denunciare apertamente il comportamento antisindacale del Dipartimento della Salute della Regione Puglia.
Una denuncia che non riguarda solo i medici, ma tutti i cittadini pugliesi.


1. Non un problema sindacale, ma democratico

Chi prova a ridurre questa vicenda a una "tensione sindacale" mente sapendo di mentire.
Qui è in discussione la qualità della democrazia nelle scelte che riguardano:

  • la salute

  • il lavoro

  • l'uso di miliardi di euro di risorse pubbliche

Quando il confronto viene negato, non viene colpito il sindacato,
viene colpito l'interesse generale.

Quando il confronto viene negato vengono colpite le regole della democrazia.

Quando il confronto viene negato vengono colpite le relazioni interpersonali, viene colpito il rispetto,
vengono colpiti i rapporti umani ed i normali principi che regolano il dialogo e la serenità dei rapporti.


2. Un Dipartimento che governa senza confronto

Il Dipartimento Promozione della Salute e del Benessere Animale è diventato, nei fatti,
un centro di potere chiuso, autoreferenziale, impermeabile al dissenso.

Un luogo dove:

  • le decisioni si prendono prima

  • il confronto, se c'è, arriva dopo

  • le organizzazioni sindacali vengono tollerate, non riconosciute

Questo non è governo pubblico,
è gestione tecnocratica senza controllo sociale.


3. La marginalizzazione deliberata del sindacato

Non siamo davanti a distrazione o inefficienza.
Siamo davanti a una scelta politica precisa:
ridurre il sindacato a comparsa, neutralizzare ogni possibilità di incidere.

È una strategia chiara:

  • svuotare i tavoli

  • separare medici e decisioni

  • rendere il conflitto invisibile

Ma il conflitto, quando lo si reprime, non scompare:
esplode.


4. Le conseguenze ricadono sui cittadini

Questo metodo produce effetti concreti, visibili:

  • reparti sotto organico

  • servizi territoriali fragili

  • sistema del 118 ridotto ai minimi termini e reso ormai solo un servizio di trasporto

  • servizi di CA impossibili da gestire perché ormai superati da nuovi modelli e nuove esigenze

  • medici del Ruolo Unico utilizzati a piacimento dai Direttori di Distretto e non per dare servizi di cui la nostra sanità ha grande bisogno

  • medici stremati

  • pazienti che aspettano mesi per una prestazione

Quando chi lavora non viene ascoltato,
chi paga è sempre l'utenza.

E allora diciamolo chiaramente:
il comportamento antisindacale danneggia direttamente il diritto alla salute.


5. PNRR: il paravento dell'urgenza

Il PNRR viene usato come scudo politico:
“bisogna fare in fretta”,
“non c'è tempo per il confronto”,
“le decisioni sono già prese”.

Noi diciamo il contrario:
proprio perché sono risorse straordinarie, serviva più democrazia, non meno.

Costruire strutture senza personale,
servizi senza chi li governa,
modelli senza chi lavora
è irresponsabilità politica, non efficienza.

Creare un clima di conflitto in un momento in cui si parla di Case della Comunità e nuovi modelli di offerta sanitaria è folle e da irresponsabili.


6. Una sanità governata contro il lavoro

Si sta affermando un'idea pericolosa:
che la sanità si governi contro chi ci lavora,
come se medici, infermieri, tecnici e OSS fossero un ostacolo.

Noi diciamo no.
Senza il coinvolgimento di chi lavora non esiste sanità.
Senza il confronto non esiste riforma.


7. La responsabilità politica è chiara

Il Dipartimento risponde a un indirizzo politico.
E allora la domanda è semplice, pubblica, inevitabile:

La Regione Puglia intende continuare su questa strada?
Oppure vuole ristabilire relazioni sindacali vere, trasparenti e democratiche?

Vogliamo sapere in maniera chiara se la politica è partecipe di tutto questo scempio oppure se vuole cogliere il segnale di un richiamo serio, incondizionato, partecipativo, collaborativo delle organizzazioni sindacali.

Se a questa richiesta regna il silenzio, a questo punto, abbiamo già una risposta.


8. Le richieste pubbliche dell'intersindacale

Noi chiediamo, davanti a tutti:

  • il ripristino immediato del confronto sindacale

  • tavoli regionali veri, non rituali

  • condivisione preventiva degli atti di programmazione

  • rispetto pieno dei contratti e delle prerogative sindacali

  • fine delle decisioni unilaterali

Un AIR della Medicina Generale firmato due volte dalla parte pubblica e bloccato di fatto è un atto che grida vendetta, è un atto che mette in evidenza l'inaffidabilità della politica e della parte pubblica ed a questo vogliamo una risposta chiara e precisa perché un atto firmato è un atto finanziato oppure si è bleffato sapendo di bleffare e si è commesso un falso in atto pubblico e molto probabilmente un falso in bilancio.

Non sono favori.
Sono obblighi istituzionali.


9. Dichiarazione di conflitto

Se questa situazione non cambierà,
apriamo una fase nuova.

Una fase di:

  • mobilitazione

  • iniziativa pubblica

  • denuncia politica e legale

Perché non difendere il confronto significa accettare l'arbitrio.
E noi l'arbitrio non lo accettiamo.


Conclusione

Questa battaglia non è di categoria.
È una battaglia per:

  • una sanità pubblica governata democraticamente

  • un lavoro rispettato

  • per i nostri pazienti

O si cambia metodo,
o il conflitto sarà aperto, pubblico e permanente.

Noi oggi lo diciamo chiaramente, davanti a tutti:
la sanità pubblica non si governa contro il lavoro, né senza il sindacato, né senza il rispetto.


Chiusura finale

Oggi diciamo una cosa semplice e chiara.

La sanità pugliese non è proprietà di un Dipartimento,
non è un affare per pochi,
non è un luogo dove il confronto può essere sospeso a piacimento.

Non è un luogo dove la politica non può non sapere cosa fa e cosa non fa la tecnostruttura.

Il comportamento antisindacale del Dipartimento della Salute della Regione Puglia
non colpisce solo il sindacato:
colpisce i medici e mette a rischio il diritto alla salute dei nostri pazienti.

Noi non chiediamo favori.
Pretendiamo rispetto, trasparenza e democrazia.

Se il confronto non verrà ripristinato subito,
questa vertenza uscirà dai palazzi
e diventerà una questione pubblica e politica.

Perché senza il lavoro non c'è sanità.
E senza democrazia non c'è futuro.

La sanità pubblica non si governa in silenzio.
Non si governa escludendo chi lavora.
Non si governa cancellando il confronto.

Il Dipartimento della Salute della Regione Puglia
deve scegliere:
continuare con decisioni unilaterali
oppure ristabilire subito relazioni sindacali vere.

Noi oggi non facciamo minacce.
Facciamo una scelta.

Scegliamo di stare dalla parte dei medici.
Scegliamo di stare dalla parte dei nostri pazienti.
Scegliamo di difendere la sanità pubblica con il conflitto, se necessario.

Perché senza rispetto non c'è riforma.
Senza lavoro non c'è sanità.
E senza democrazia non c'è futuro.

Oggi non chiudiamo un'assemblea.
Oggi apriamo una fase.

Da qui diciamo al Dipartimento della Salute e alla Regione Puglia una cosa chiarissima:
o cambia il metodo, o cambia il livello dello scontro.

Noi non torniamo nei luoghi di lavoro a spiegare che non si può fare.
Torniamo a dire che cosa si deve fare.
Che il confronto si ripristina.
Che il rispetto si pretende.

Per questo da oggi:

  • attiviamo lo stato di mobilitazione

  • chiediamo immediatamente l'apertura dei tavoli regionali

  • e se non arriveranno risposte, scenderemo in piazza, tutti insieme, insieme ai nostri pazienti

Perché questa sanità è nostra.
Questo lavoro è nostro.
E non lo faremo decidere senza di noi.

Se siete d'accordo, facciamolo sentire adesso.
Uniti. Qui. Oggi.